13/06/14

Diario Mondiale - 3 - Quella drammatica sensazione...

Purtroppo lo sapevamo, inutile fare finta di niente.
Questo in 20 Mondiali è probabilmente quello in cui la squadra di casa ha più pressione addosso, roba da, e non scherzo, rischio di omicidi-suicidi multipli in caso di fallimento della Selecao.
Ma la pressione non ce l'hanno addosso solo i giocatori carioca (e stasera s'è visto con 8 giocatori su 11-tolti Marcelo, Oscar e Neymar- con le gambe completamente legate) ma tutti, tutti.
Ce l'hanno gli avversari che se da un lato sono esaltati di poter fare l'impresa contro il Brasile dall'altro sono tremendamente impauriti dal "contesto".
Ce l'hanno i giornalisti e gli addetti ai lavori che mai come in questa edizione faranno le bandierine quali sono, passando dall'esaltazione per una nazionale francamente mediocre (nel senso letterale del termine, non denigrativo) alla sua distruzione in caso di flop.
Ma anche, e soprattutto, gli arbitri.
Quello di stasera, giapponese, ha arbitrato una partita praticamente perfetta, un solo errore.
Ma nel calcio basta una, una sola decisione al momento giusto e puoi falsare completamente l'incontro.
Il rigore di Fred non sta in nessuna galassia tranne in quella del condizionamento ambientale o, dirò di più, della letterale paura di non darlo, con il rischio concreto di una lapidazione da parte di un popolo.
Sto esagerando lo so, ma sarà impossibile arbitrare il Brasile, mai come in questa edizione.
Che poi diciamocelo, sul campo la Selecao poteva anche meritare di vincere, le occasioni più grandi sono state le sue, il pallino ce l'ha quasi sempre avuto lui, Julio Cesar non ha toccato palla a parte una parata abbastanza in controllo su un tiro da fuori di Rakitic e quella su Perisic appena prima del sigillo di Oscar. Una partita discreta da 1 x 2 senza tanti giri di parole.
Peccato perchè stavo sognando che il Calcio (come è considerato da sempre il Brasile) fosse battuto dal Calcio in quanto tale.
Vedere infatti una nazionale senza alcun incontrista era una cosa che non mi era mai capitata, nemmeno il Brasile riesce a rinunciarci.
Modric (divino), Rakitic, Kovacic (pessimo) Olic, Perisic e una punta, più due terzini di spinta.
Sarebbe stato un Maracanazo tecnico, "giocato", altrochè.
Invece basterà cadere al momento giusto e vedrete che questo Mondiale per il Brasile potrà davvero essere vincente.
Ma molto difficilmente, se così sarà, premierà la squadra più forte.
Sono già agli ottavi, sicuro.
Ma questi hanno una paura tremenda. E se andranno sotto di nuovo continuate a puntarli, a cercare di segnare di nuovo. Non difendete mai il risultato. Perchè nessun arbitro, in buonafede che sia, potrà resistere a lungo dal non "sbagliare" anche solo una volta.

11/06/14

Diario Mondiale - 2 - 10 nomi poco conosciuti da seguire (parte 2)

ANTOINE GRIEZMANN (Francia)
Quando lo vidi la prima volta 3 anni fa alla Real Sociedad mi rimase subito impresso ma più che per le sue qualità tecniche per il fatto che vedere un 19enne francese giocare in Spagna era davvero particolare, gli stessi telecronisti a volte lo pronunciavano alla spagnola. Poi piano piano sto ragazzo veniva sempre più fuori fino all'esplosione devastante di quest'anno. Ora non vorrei sbagliarmi ma credo che Griezmann sia il capocannoniere della Liga tolti tutti i galattici delle squadre di Madrid e del Barcellona. Esterno velocissimo, tecnico, quasi immarcabile a volte, Antoine con il suo compagno d'attacco, il messicano Carlos Vela (altro grandissimo calciatore che per ragioni sconosciute ha rinunciato ai Mondiali) questi due anni hanno fatto davvero divertire (e portato la Real in Champions....). Lui è più un esterno, un'ala, ma su un tridente può dare il meglio di sè, una seconda punta da prendere ad occhi chiusi. Farà i suoi minuti al mondiale, specie dopo l'abbandono di Ribery.

JOSIP DRMIC (Svizzera)
Ohh, ci siete??? Io davvero non capisco come sto calciatore non sia nella bocca di nessuno, nessuno ne parli, pochissimi lo conoscano. Eppure i suoi goal in Bundes parlano chiaro, ma non tanto nei numeri ( comunque notevoli ) ma per la qualità. Punta ambidestra che può ricoprire anche altri ruoli Drmic ha una capacità tecnica nella finalizzazione fuori dal comune, portieri scartati, tocchi sotto, appoggi chirurgici, goal dopo cavalcate in velocità, insomma uno che sta venendo fuori davvero di prepotenza. La Svizzera davanti è debolina, può e deve trovare posto.

JULIAN DRAXLER (Germania)
La Germania, lo sappiamo, ha una generazione di giovani impressionante. Ma non sono solo forti, sono già affermati, campioni. L'infortunio di Reus (del quale parlai tantissimo tempo fa già qui) è una bella mazzata però.
Ma tra tutti i giovani forse il meno conosciuto è questo strepitoso talento ventenne dello Schalke. Me lo ricordo sfidare l'Inter a nemmeno 18 anni. Questo è classe pura, altissimo, magrissimo, con due piedi baciati dalla grazia, una visione di gioco impressionante, una finta lentezza che lo può far partire anche in dribbling in progressione (Kaka?) . Io spenderei miliardi per uno così, può diventar tutto.

ADNAN JANUZAJ (Belgio)
Altra nazionale fucina impressionante di talenti (Defour, Witsel, Fellaini, Mertens, Lukaku, Dembelè, Hazard, Mirallas, De Bruyne, tutti giovani e forti praticamente, e manca pure Benteke...),  grandi giocatori o campioni praticamente già conclamati (Hazard).
Ma questo 19enne mezzo kosovaro è l'unico vero e potenziale fuoriclasse.
Un debutto nel Manchester da favola con 2 goal, il ritrovarsi quasi leader a 18 anni in una squadra e in una terra straniera, lo scoprirsi già devastante dopo 10 partite di Premier, insomma, un predestinato. Velocissimo, arriva sempre prima degli avversari sul pallone con quei dribbling che uniscono velocità e tecnica, personalità, capacità di giocare per la squadra o tentare le giocate personali. Una delle future stelle del calcio mondiale, non può non esser così.

SOFIANE FEGHOULI (Algeria)
Ogni volta che vedevo una partita del Valencia il migliore in campo era lui. Ma non solo della sua squadra, della partita proprio, qualsiasi squadra avesse davanti. Giocatore di devastante personalità, carisma, generosità, impegno, una di quelle mezz'ali che è dapertutto, che sgobba e dà qualità, che aiuta dietro e crea grossi problemi davanti. Sa far tutto questo algerino e tutto molto bene. L'ho visto ridicolizzare il Barcellona ad esempio. Leader nato, è capace di giocare in ogni ruolo dal centrocampo in su, punta centrale esclusa. Sarà l'anima di questa strana nazionale nordafricana, me lo sento.


10/06/14

Diario Mondiale - 1 - 10 nomi poco conosciuti da seguire (parte 1)

Intanto una premessa.
Come accade per il cinema anche nello sport tutto quello che scrivo è AL 100% opinione personale frutto di mia conoscenza (o non conoscenza), di mie impressioni e di mie ricerche indipendenti dai blog.
Non prendo informazioni nè voglio darle, per quello c'è wikipedia.
Come nel cinema.
Ho queste passioni e le condivido mettendoci dentro solo quello che so, quello che provo e quello che penso.
O.k.

Volevo presentarvi 10 nomi di giocatori non ancora conosciutissimi dalla massa ma che a mio parere hanno le carte in regola per affermarsi, se non al Mondiale, comunque a brevissimo.


1 ERIC CHOUPO-MOTING (Camerun)
Ecco, quella di Eric è una storia vista e rivista. Premessa straordinaria a 20 anni (ricordo il braccio di ferro tra Camerun e Germania per farselo proprio) poi il ragazzo non è mai riuscito a venir fuori, probabilmente a causa di una debolezza caratteriale sia in campo che fuori (e che il viso dimostra tutta). Adesso, finalmente, a 25 anni sembra tornato quello che poteva essere, ossia un giocatore che abbina corsa, eleganza, fisico e tecnica in una maniera potenzialmente esplosiva. E quest'anno nel Mainz dei miracoli (occhio anche ad Okazaki) si è riscoperto pure capace di andare in goal facilmente. Attaccante perlopiù esterno è uno di quei giocatori che ti ruba l'occhio per la classe e la velocità che riesce ad esprimere. Sugli spazi è una goduria vederlo.



2 DALEY BLIND (Olanda)
Non so se giocherà (m in realtà non sono sicuro della gran parte di questi giocatori che presento).
Un predestinato, figlio del grandissimo centrale difensivo ajacide Danny, Daley è un terzino sinistro di una classe e leggerezza unici, uno di quelli che sembra scivolare sulla fascia senza fatica e con un piede sinistro di una morbidezza tale che ne avrebbe fatto la mezzapunta in almeno 10 nazionali al Mondiale. Terzino di un'eleganza pazzesca, Daley ogni anno sta crescendo sempre di più, credo che sia ora di venire nell'Europa che conta.

3 CAROLS BACCA (Colombia)
Sì, lo so, ha ormai 28 anni ma non si può lasciar fuori uno dei calciatori più caldi del momento.
Arriva al Mondiale lanciatissimo, capocannoniere in patria e in Belgio e autore di una grandissima seconda parte di stagione nel Siviglia campione di Europa League (a proposito, attenzione anche al croato Rakitic...). Prima punta che sa anche allargarsi, attaccante completo che può sia esser lanciato negli spazi che dire la sua in area, Bacca è in un momento di forma così straordinario negli ultimi 4-5 anni che può essere il puntero di una nazionale che promette davvero di sorprendere.

4 WILFRED BONY (Costa D'Avorio)
Lo inserisco per lo stesso motivo che ho messo Bacca, ossia perchè questo è uno degli attaccanti più "caldi" del calcio europeo, uno di quelli più in crescita. Ottimo in Repubblica Ceca con lo Sparta, devastante in Olanda con il Vitesse (se non sbaglio l'anno scorso rubò il titolo di capocannoniere al nostro Pellè), Bony arriva in Inghilterra e fa una stagione pazzesca con lo Swansea, anche lui, come Bacca, soprattutto nella seconda parte dell'anno. L'ho visto segnare al Manchester, al Liverpool, a chiunque. Questo è uno che con lo Swansea non c'entra nulla. Il Mondiale probabilmente lo porterà ad una grande.

5 ROSS BARKLEY (Inghilterra)
Ecco, questo ce lo troveremo davanti subito, anche se difficilmente scenderà in campo. Stiamo parlando di un predestinato. Quest'anno ho visto almeno una decina di intere partite dell'Everton e sto ragazzo mi ha rubato letteralmente gli occhi. Classe 93, grandissima tecnica in un fisico da corazziere, tiro potente o a parabola, capacità di giocare anche come regista, insomma, un giocatore completo e una sicura futura stella. E l'Inghilterra a giovani sta benissimo con lui, Chamberlein, Henderson, Sterling, Shaw, Wilshere e Sturridge. Tra due anni all'Europeo saranno tra i due/tre favoriti.

Riparte il blog. Avete voglia di parlare di Mondiale?

Dopo due anni e mezzo provo a far ripartire questo piccolo blog di calcio.
Anche perchè l'ultimo post era un'esaltazione a un giocatore che poi in Italia ha fatto praticamente un disastro.
Ma che adesso è comunque al Mondiale e guiderà l'attacco di una nazionale, come quella cilena, molto molto interessante.
Più che altro riapro il blog per avere uno spazio, un diario personale, che mi accompagni durante il viaggio mondiale.
Probabilmente poi il blog tornerà nel suo coma ma per adesso mi piace immaginare che si sia risvegliato e stia vivo per un mesetto.
Poi non si sa mai eh, magari andrò avanti, magari lo interromperò anche prima della fine dei Mondiali, dipende anche se qualche amico parteciperà e renderà tutto più divertente.
Questi anni mi sono allontanato un pò dal calcio ma volente o nolente ha sempre una parte importantissima nella mia vita.
Come tutto lo Sport.
Sport e Cinema, adesso che la Letteratura sembra un pò essersi allontanata da me, sono tutte le passioni che mi rimangono.
E che mi fanno sempre star bene, come una passione deve fare.
Ci proviamo,si comincia.

15/12/11

Sull' Universidad de Chile e su Eduardo Vargas

Un pò di tempo fa mi era capitato di vedere una partita della Copa Sudamericana ed essermi innamorato di un giocatore, tanto brutto quanto forte, El Pirata Hernan Barcos. Gli dedicai un post, eravamo ancora soltanto agli ottavi di finale. Beh, la Liga de Quito è poi arrivata in finale (perdendola) e Barcos si è laureato vicecapocannoniere.
A vincere la Copa è stata la meravigliosa Universidad de Chile, una delle più forti squadre sudamericane che abbia mai visto. Non è un caso che tale squadra non perda da mesi, che stia letteralmente dominando qualsiasi manifestazione prenda parte, che anche in finale abbia massacrato ( 1-0 fuori casa, 3-0 ieri tra le mura amiche) un'altra compagine di tutto rispetto come la Liga.
Quello che sorprende è la velocità e la tecnica che l'Universidad riesce a mettere in campo.
Caratteristiche riscontrabili in quello che è assolutamente il gioiello della squadra, Eduardo Vargas.
Classe '89, se uno -come me- si limitasse a giudicarlo solo per le due partite di finale non potrebbe non credere di trovarsi davanti ad un autentico fuoriclasse. Rapido nei movimenti, velocissimo in campo aperto, capace di giocare di prima (come quasi tutto il resto della squadra), tiro potentissimo, senso del goal, carattere, insomma, un attaccante completo. Sembra un Lavezzi (cui somiglia anche di viso) più concreto e più "giocatore, nel senso che dialoga molto più con la squadra e si lancia meno in iniziative personali, uno Zarate con la "garra", anche se forse per completezza il giocatore che ricorda di più potrebbe esser Alexis Sanchez.
Il 3° goal di ieri (quasi alle 3 di notte...) vale da solo come biglietto da visita.
Straordinari anche l'altra punta Canales, i centrocampisti Aranguiz e Marcelo Diaz e il difensore Marcos Gonzalez. Quello che sorprende è che tutti e 11 i giocatori dell' Universidad siano dotatissimi sotto il profilo del palleggio, chiaramente ispirati dal Barca.
Ormai da almeno un quinquiennio (da Sanchez, Isla, Vidal in poi) il Cile si sta dimostrando come la più grande fucina di talenti al mondo.
Vargas ha il futuro assicurato,chi prima arriva prima gode.


10/11/11

Stelle cadette: Punte di diamante

C'è poco da fare, la quantità di talento ce sta mettendo in luce il campionato di Serie B di quest'anno non si era mai visto prima. Torniamo un attimo nel reparto avanzato. Dopo aver parlato dei due autentici giovani fuoriclasse della categoria, Boakye ed Insigne, poniamo l'attenzione su due nomi molto meno conosciuti ma interessantissimi.

Ragusa tutto era fuorchè uno dei possibili attaccanti titolari della Reggina. Bonazzoli e Ceravolo come "stelle" della squadra, Campagnacci che comincia il campionato in maniera incredibile e la probabile definitiva esplosione di Alessio Viola relegavano almeno sulla carta il giovane siciliano come 4°, 5° scelta. Poi un pò per necessità e un pò per caso Ragusa comincia a mettere piede in campo. Risultato? 6 goal (spesso decisivi) in poco più di 400 minuti giocati, un goal ogni 70 minuti. Che poi lui i goal nemmeno dovrebbe segnarne molti. Attaccante preferibilmente esterno, dotato di corsa e tecnica, elegante nelle movenze e capace di inserirsi negli spazi, Ragusa è una di quelle giovani punte che ancora deve capire perfettamente cosa farà da grande. Può ricordare un Ghezzal, un Martinez, uno Sculli in quel suo barcamenarsi tra l'attacco e il centrocampo, insomma un jolly del reparto avanzato che però, a differenza dei nomi sopracitati, potrà probabilmente diventare un attaccante di professione. Molto dipenderà anche dagli allenatori e dalle squadre che troverà sul suo cammino. Il cartellino è del Genoa, vedremo.

De Luca è un autentico pallino di chi scrive. Questa è una punta da manuale signori. Di De Luca non deve interessare quanto è veloce, quanto ci sa fare coi piedi o chissache, De Luca è nato per far goal, lo si capisce dopo mezz'ora che lo si è visto. Rapidissimo, istintivo, furbo, freddo sotto porta, tutte qualità che rimandano inevitabilmente a Pippo Inzaghi. C'è un lancio in profondità che supera il difensore? C'è senz'altro De Luca dietro. C'è un cross sporco in area? La palla al 90% finirà a De Luca. Attenzione però, non è solo uno che coglie l'attimo, De Luca può anche prendere palla, dribblare il difensore e segnare (Inzaghi no) oppure trovarsi da solo davanti al portiere, superarlo con glaciale freddezza e appoggiare dentro. Vista la fine che sta facendo Marilungo (che a me ricorda molto) stiamo con i piedi per terra, ma questo ragazzo, capace di segnare caterve di goal nelle giovanili, è un prospetto interessantissimo. E non credo che possa restare al Varese più di un anno...

04/11/11

Stelle cadette: l'Oro in porta

Come ho già detto in un precedente post, mai come quest'anno in Serie B sembra esserci la tendenza di puntare sui giovani. Ogni squadra, alcune come Brescia e Gubbio in modo massiccio, sta puntando su un numero sempre crescente di giovani speranze, alcune delle quali vere e proprie scommesse senza alcuna esperienza professionistica. Quello che sorprende è il fatto che si riescano a trovare teenager anche in un ruolo delicato come quello del portiere. Parliamo ad esempio di Perin, Donnarumma e Leali.

Perin, classe '92, non può essere un portiere o almeno questa è la prima inevitabile impressione che suscita. Fisico normalissimo, non alto, magro, sembra un ragazzino preso sugli spalti e buttato in campo. Credo che possa essere senz'altro il portiere più leggero tra serie A e B messe insieme. Debutta l'anno scorso nell'ultima giornata di campionato col Genoa (benissimo) e viene poi mandato a far le ossa (e speriamo un pò di ciccia) col Padova nella serie cadetta. Ovviamente agilissimo, grande coraggio e un'istinto nelle parate incredibile. Ripeto, sembra un ragazzino coraggioso che gioca coi grandi. Ma intanto rischia di rubare il posto a Pelizzoli...

Donnarumma è il più vecchio dei 3, classe '90. Messo vicino a Perin si rischia di replicare la locandina de I Gemelli con De Vito e Schwarzy. Il portierone del Gubbio sfiora infatti i 2 metri, ha un fisico bestiale e un futuro (quasi) già scritto al Milan. Prima di approdare in Umbria infatti gioca per anni nelle giovanili rossonere fino alla Primavera. Se conferma quello che di buono ha fatto vedere in questo primo scorcio di campionato, è molto probabile che torni alla base. E' anche vero che il Gubbio è stato così inizialmente bersagliato dagli avversari che fare bella figura per il portiere non è difficile. Donnarumma però sembra essere davvero forte, se non sarà Milan credo che qualcuno all'estero non se lo lascerà scappare...

Leali è il fenomeno del gruppo. Stiamo parlando di un portiere che malgrado abbia soltanto 18 anni (classe '93!!!) è già da parecchio tempo sulla bocca di tutti. Tecnica straordinaria, personalità, molto alto ma con un fisico probabilmente ancora da strutturare, Leali è quasi unanimamente riconosciuto come il nuovo Buffon. Se riuscirà a reggere la pressione e crescere con calma è quasi inevitabile per lui una carriera incredibile. Intanto col Brescia non se la sta passando troppo bene, la squadra ha troppa poca esperienza e dopo un grande inizio sta quasi affondando. Poco male per lui perchè il suo futuro è comunque lontano dalle rondinelle, molto lontano.

21/10/11

Sull' Udinese e sulla ripetitività dei miracoli

Parlar bene dell' Udinese dopo l'ennesima "impresa" è troppo facile. Meno male che chi scrive sia uno dei sostenitori della prima ora della squadra friulana. Una dimostrazione su tutte è il post di inizio anno in cui vedevo come unica possibile outsider per la lotta allo scudetto (che finirà come sempre a uno dei 4 squadroni, quasi sicuramente al Milan) proprio la squadra di Guidolin e non il tanto acclamato Napoli o la Lazio del mercato stellare.
L' Udinese è l'esempio concreto di come si possa diventare grandi senza spendere praticamente una lira. Una rete di capacissimi osservatori e il coraggio di prendere giocatori non ancora realizzati l'ha portata in  questi ultimi 4,5 anni ad un livello davvero vicino all' eccellenza. Molti gli contestano il non reinvestire tutti i soldi guadagnati con le cessioni dei campioni che lei stessa ha creato e formato (Inler e Sanchez solo per restare nell'ultimo anno). Cambiare strategia sarebbe la fine dell' Udinese, la fine di un progetto e, paradossalmente, anche la sua fine tecnica. La partita di stasera capita a fagiolo. L'Atletico Madrid è il classico esempio di squadra che spende miliardi senza avere un minimo progetto nè tecnico nè societario. Vedere Badu, Fabbrini e Basta che distruggono la squadra di Falcao, Diego e Reyes è la summa di tutta la filosofia udinese. Se un giorno si dovesse cambiar metodo, se tutti quei soldi fossero reinvestiti in campioni (come in tanti provano a fare raggiungendo risultati miserrimi) l' Udinese morirebbe, si perderebbe tutto l'entusiasmo, la fame, la voglia di stupire, l'umiltà, tutte quelle caratteristiche che possono stare dietro soltanto a un certo tipo di filosofia.
Vincere lo scudetto sarà impossibile, probabilmente non ci si andrà nemmeno vicini, ma la coerenza di questa società, la competenza, la semplicità, l'entusiasmo e la capacità di anteporre il gioco del calcio a qualsiasi altro fattore sono cose ben più importanti di qualsiasi risultato si raggiunga.
Quando domani si venderanno a suon di miliardi Torje, Asamoah, Benatia e Badu non pensiamo alla fine ma, come sempre, aspettiamoci un nuovo inizio.
Perchè L'Udinese è la dimostrazione vivente non solo che i miracoli esistono, ma che sono ripetibili.

06/10/11

Stelle cadette: Insigne e Boakye

Mentre l'anno scorso si faticava moltissimo a trovare in Serie B qualche prospetto interessante -con il solo Pablo Gonzalez come nome nuovo nell'intero girone di andata- quest'anno la serie cadetta sembra una fucina di talenti incredibile. Non so se sia una coincidenza oppure un'effettivo cambiamento nella mentalità degli allenatori, ma non sembra esserci squadra che non abbia tra i suoi protagonisti almeno un giovanissimo. Oggi ne voglio presentare in pillole due, quelli che più mi hanno impressionato in questi primi due mesi e rotti di campionato.

INSIGNE (Pescara)
A dispetto del cognome lo scugnizzo di Frattamaggiore ha l'aspetto del classico ragazzo "difficile" della periferia napoletana, uno di quelli che danno l'impressione di essere scampati, grazie al calcio, ad una vita pericolosa. Talento purissimo ha avuto la fortuna di incrociare nel suo cammino il Maestro Zeman abilissimo ad esaltare gli attaccanti, meglio ancora se giovani (ricordate Vucinic? ). Una stagione monstre l'anno scorso a Foggia con 19 goal segnati hanno convinto l'allenatore boemo a portarselo con sè a Pescara. E l'impressione è che non solo la Prima Divisione, ma anche la Serie B stia stretta a Lorenzo. Alto poco più di un metro e 60, velocissimo, nervoso, rapido nel dribbling e nelle soluzioni -che siano un tiro in porta o un passaggio a un suo compagno (incredibile l'intesa con l'altro talento Immobile)-, Insigne sembra un piccolo Giovinco dalla tecnica inferiore ma dall'istinto del goal più pronunciato. L'istinto è quello del bomber di razza ma il suo fisico lo porterà probabilmente a svariare su tutto il fronte d'attacco, lontano da marcature troppo asfissianti. Classe 91, se davvero De Laurentis un giorno vorrà costruire il Napoli sulla base della "scugnizzeria" (come la cantera del Barca), non potrà prescindere da lui.

BOAKYE  ( Sassuolo)

Qua dobbiamo stare davvero molto attenti. Quante volte siamo rimasti folgorati da giovani africani? Chi non avrebbe previsto per il Martins ventenne un futuro da fuoriclasse? Chi avrebbe detto, dopo averlo visto al Mondiale Under 20, che Adiyah sarebbe finito in serie b turca? Quindi stiamo con i piedi per terra anche se, non nascondiamocelo, questo sembra davvero un fenomeno. Classe 93 !!!!!, di proprietà del Genoa, Boakye non sta neanche bruciando le tappe, sta letteralmente saltando dall'essere una stella delle giovanili a una dei "grandi" senza passaggi intermedi. Debutta a 17 anni col Genoa in Serie A e segna subito alla prima partita. Va in prestito al Sassuolo e a 18 anni si ritrova già ( quasi ) titolare sicuro e mette in mostra in pochissime giornate doti straordinarie. Quello che sorprende è che non sta venendo fuori per la forza fisica o la velocità (tipico dei giovani africani) ma per qualità calcistiche fuori dall'ordinario. Tecnica di base, capacità di fare sia la prima punta che di partire da esterno un pochino più dietro, colpi straordinari (vedere il goal alla seconda giornata) ma al contempo intelligenza e visione di gioco (vedere assist a Sansone nell'ultimo turno). Qua siamo davvero davanto a un attaccante che sa far tutto, dal tirare botte terrificanti al giocare di fino. Sembra incredibile per l'età che ha. Se continua così non mi stupirei -sempre che non lo compri qualche big- di vederlo titolare 19enne al Genoa. Se anche lui si perderà come suoi tanti compatrioti allora  non saprei davvero cosa dire.

04/10/11

Perdo sempre, meglio! , sarò spesso in Tv.

E' vero, questo è un blog che parla essenzialmente di calcio ma chi scrive è stato per anni (ora un pochino di meno) un incredibile onnivoro di sport. Mi sento in qualche modo costretto a scrivere questo articolo perchè, da sportivo, sono abbastanza incacchiato.
L' Italia del rugby è uscita mestamente dai Mondiali. Nella partita della vita, quella del dentro-fuori, quella dell'ora o mai più che abbiamo giocato con L'Irlanda (tra l'altro nazione molto forte ma non sicuramente Sudafrica o Nuova Zelanda...) siamo riusciti a "beccare" un sonoro 36 - 6, diciamo un 4 - 0 del calcio se proprio vogliamo fare un orrido paragone.
Quello che trovo scandaloso e irritante è come questa nazionale di Rugby sia da ormai 3/4 anni pompata in maniera così grande. Non sto discutendo il Rugby, ci mancherebbe, sport che tra l'altro è capace di regalare momenti straordinari ( in mezzo a tanti altri noiosissimi a dir la verità, ma non è così anche il calcio? ) ma il battage pubblicitario che i media, Sky in primis, gli stanno dedicando. Questa Nazionale italiana, guardiamoci le palle degli occhi e diciamocelo, è una nazionale perdente, una squadra che non ha mai ottenuto alcun risultato se non sporadicissime imprese -una all'anno di media- qua e là. Sempre nei bassifondi del 6 Nazioni (spesso cucchiaio di legno) , sonore batoste a non finire nei test match contro All Blacks e Springboks di turno, e ora quest'uscita prematura ai Mondiali dopo aver battuto Russia e Usa - nazionali paragonabili alla Slovenia o Costarica nel calcio- e perso pesantemente contro Australia e Irlanda.
Eppure in televisione vedevo speciali su speciali, approfondimenti, talk show, pubblicità ovunque, anche 2 mesi prima del'evento. Non c'era un canale sportivo di Sky dove la grande nazionale di Rugby italiana (italiana poi per modo di dire, diciamo argentina) non facesse capolino, non passava mezz'ora senza che qualcuno ricordasse il tentativo di epica impresa che questi Mondiali ci avrebbero dovuto regalare, ossia arrivare ai quarti di finale. E intanto la pallavolo dimenticata da tutti, sia al maschile che al femminile sfiorava imprese, quelle sì, da rimarcare. Credo che quando non ci saranno più i Bergamasco, i Castrogiovanni e tutti gli altri atleti che con il loro appeal stanno in qualche modo creando quest'audience, il rugby tornerà nel suo angoletto, quell'angoletto di Paradiso che uno sport così sano e corretto merita di avere. Perchè altrimenti suonare la grancassa per poi assistere a dei fallimenti continui diventerebbe soltanto una barzelletta.
Quando veramente saremo competitivi le luci della ribalta dovranno essere nuovamente accese. Fino ad allora, per l'amor di Dio, teniamole spente.