16/06/14

Le giocate che valgono un Mondiale e il cioccolato Made in World

Quattro partite 12 goal.
3 in Costa D'Avorio - Giappone (che delusione Kagawa-Okazaki...)
3 in Svizzera - Ecuador
3 in Francia - Honduras (ma Francia fermata praticamente per un tempo sullo 0 a 0 in 11 contro 11...)
3 in Argentina - Bosnia (ragazzi, l'Argentina è squadra operaia per 8/11, non è imbattibile)

Uno legge il titolo del post e magari pensa al goal di Messi, magari pensa allo stop di Pogba che ha dato
rigore, espulsione e vittoria, magari pensa all'1-2 ivoriano.
Ma no, ieri la più grande giocata del Mondiale, una di quelle che su un campo da calcio non si vedono mai, l'ha fatta l'operaietto Behrami (e pensare che a 19 anni in B era un'ala pazzesca).
Perchè i goal, i rigori, gli 1-2, tutto fa parte del calcio, se uno fa un goal in rovesciata, pure al 90°, fa parte del calcio.
Ma quello che ha fatto Behrami no, o almeno praticamente mai.
Siamo al 92°, Svizzera ed Ecuador sono sull'1 pari, risultato che può anche andar bene a entrambi.
Behrami prima chiude in difesa, poi parte a centrocampo per un contropiede.
Viene falciato selvaggiamente.
Non solo non rimane a terra fino a fine partita come avrebbe fatto l'80% dei calciatori ma non ci resta neppure un secondo come avrebbe fatto il restante 19%. Una cosa quasi mai vista. Behrami ha la straordinaria intelligenza di capire che quella sua fuga è l'ultima possibilità di vittoria (attenzione, non per il pareggio, sarebbe stato tutto diverso, quell'1% diventerebbe un 10) e allora rimbalza sul campo, passa il pallone e la Svizzera completa la magnifica azione della vittoria all'ultimo minuto.
Sono piccoli gesti che dimostrano tanto.
Dimostrano che 9 falli su 10 nel calcio non necessitano di giocatori a terra o sceneggiate.
Dimostrano che fare qualcosa per vincere è sempre meglio di non fare qualcosa per vincere.
Dimostrano che a volte c'è un tipo di intelligenza che travalica quella calcistica e Behrami è stato un genio, altro che Messi. Quel suo rimbalzare rappresenta la differenza, molto probabilmente, tra l'andare avanti in un Mondiale e il non andarci. E non era nemmeno l'ultima partita, anzi, la prima. E la Svizzera non stava nemmeno perdendo.
Meno male poi che l'arbitro l'ha capito, ha aspettato.
Questa Svizzera che poi il suo cioccolato lo fa con ingredienti da tutto il mondo.

Benaglio che è praticamente nostro.
Djourou che è della Costa d'Avorio.
Von Bergen con quel Von che richiama altrove...
Rodriguez che è mezzo spagnolo e mezzo cileno.
Inler che è turco.
Behrami che è kosovaro.
Xhaka che è kosovaro-albanese.
Shaqiri lo stesso.
Drmic che è slavo.

e poi entrano quelli che hanno fatto goal
Mehmedi che è macedone
Seferovic che è bosniaco

E in panchina altri mezzi italiani come Barnetta e poi altri slavi come Gavranovic, capoverdiani come Fernandes, altri macedoni come Dzemaili e mezzi spagnoli/serbi come Senderos.

Non c'è uno svizzero.
Che poi è strano, ad esempio in sport che dominano come lo sci sono tutti autoctoni.
Già, ma perchè loro c'hanno le montagne, a pallone in discesa si gioca male.
E allora avanti con la cioccolata made in World, avanti tutta.

15/06/14

Diario Mondiale -5- La giornata del Caffè e la generazione di fenomeni

Altra splendida giornata al Mondiale, altra giornata dove abbiamo assistito a una splendida sorpresa (Costa Rica) e al buon debutto di tre corazzate come Colombia, Italia e Inghilterra.
Per una strada coincidenza potremmo dire che oggi è sta la giornata del Caffè visto che hanno trionfato due delle migliori esportatrici al mondo (almeno come qualità, Costa Rica e Colombia) e la nazione che per eccellenza lo rappresenta come bevanda, l'Italia.
Alla faccia del terribile caffè greco e della birra inglese.
Il paradosso del pomeriggio è che mi aspettavo la Colombia un filo superiore alle mie attese e la Grecia un filo inferiore, cosa che fa diventare il punteggio finale (3 a 0) paradossale. In realtà la Colombia non ha dominato e la Grecia ha portato più uomini del previsto nella metà campo altrui.
Sboccia sempre di più la stella di James Rodriguez che ricordo in un devastante attacco al Mondiale Under 20 con Muriel (ne parlai proprio qua in "diretta").
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L'avevamo detto proprio ieri, l'Uruguay è una specie di Grecia con 2 fuoriclasse in attacco e la Costa Rica ha un gran portiere e due grandi punte (anche se Ruiz ha deluso).
Detto fatto, la partita non era scontata ma si è rivelata addirittura sorprendente perchè il successo è strameritato, altrochè.
Campbell ha le stimmate del fuoriclasse, tecnica, tiro, personalità, velocità, spirito di sacrifico.
Buffo che giochi proprio in quell'Olimpiakos che a gennaio vendette il Mitroglu visto (poco) il pomeriggio.
Arevalo Rios, Gargano, Maxi Pereira, Diego Perez, il Tata Gonzalez, ancora Lugano, sto Uruguay dopo il Mondiale andrà completamente rivoluzionato.
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Insomma, abbiamo vinto la prima.
Si è giocato benino ma se c'è una squadra che ha rubato gli occhi, almeno a me, questa è l'Inghilterra.
Mi è sembrata addirittura la miglior squadra vista finora al Mondiale, la metto alla pari col Messico.
L'Olanda leggermente sotto perchè per un tempo non ha giocato, poteva andare sotto 2 a 0 e ha poi devastato grazie ai singoli.
Che bellezza vedere Sturridge (sì, ormai è ufficiale, è un fuoriclasse), Sterling, Rooney e poi Barkley e Wilshere che entrano dalla panchina con Chamberlain in tribuna. Generazione (Rooney a parte) incredibile, di una tecnica paurosa, già tutti leader nelle rispettive squadre.
A me piace da morire st'Inghilterra, più di noi con quel centrocampo folto e un solo giocatore, Candreva (che non sopporto) bravo a dare il cambio di passo.
Mi è piaciuto molto Balotelli per movimenti e comportamento, non me l'aspettavo, quasi gli tifavo contro a dir la verità.
Alll'85% siamo passati, al 60% saremo primi, questo è quello che conta.
Ma col Costa Rica dentro due punte, non scherziamo, se non proviamo altre alternative quando si può non potremo più farlo.
Bellissimo Mondiale.
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Domani (oggi) giornata strepitosa con una partita più interessante dell'altra.
Giappone - Costa d'Avorio (se resterò sveglio) è di massimo interesse, la Francia va sempre vista perchè le sue partite-no le fa spesso, e poi Svizzera - Ecuador (sono curioso di entrambe) e la potenzialmente splendida Bosnia - Argentina.
A domani.

14/06/14

Diario Mondiale -4- Quelli che si ubriacano con l'aranciata e l' Uomo con le molle

Prima giornata di Mondiali e che dire, splendida giornata.
Nel pomeriggio c'è stata forse la squadra migliore vista fino ad adesso, il Messico, l'unica almeno che ha proposto un gioco d'insieme e una migliore organizzazione rispetto alle altre.
Che bella partita potrebbe essere quella con la Croazia....
Ma essere la squadra migliore non vuol dire essere la più forte.
Perchè il calcio lo fanno soprattutto i giocatori.
E allora se hai Van Persie e Robben ti puoi permettere ogni volta che vuoi di far ubriacare d'aranciata gli avversari, specie se sono reduci da un'indigestione quadriennale di paella.
(A proposito, avete visto che razza di due assist ha fatto Blind?
L'avevo scritto, quello è un trequartista messo a terzino.)
Van Persie e Robben dicevamo, ovvero probabilmente due tra i giocatori europei con più eleganza nei movimenti.
Il primo è un ballerino prestato al calcio, una nuova impersonificazione del Cigno di Utrecht, Marco Van Basten.
Il secondo invece ha un'eleganza nervosa, una danza più simile all'hip hop.
Probabilmente Robben è uno di quei giocatori che se non guardi tutto il quadro ma soltanto alcuni dettagli ti viene da dire "eh, ma non è che questo è il più forte di tutti?"
Ha giocate, quarti d'ora, folate da numero uno al mondo, le ha sempre avute in effetti, ma non è mai riuscito a far diventare quelle folate un vento magari meno impetuoso ma più costante.
Occhio ragazzi, che questa vittoria impressionante (e anche paradossalmente "stretta" nei numeri) non vuol dir nulla, anzi.
Ai Mondiali qualche volta fai un girone della Madonna e poi esci agli ottavi.
E magari la Spagna passa dalla porta di servizio e va avanti.
Anche se ormai il tiki taka appare come un modello già superato, a nemmeno 10 anni di età.
Occhio quindi, mai esaltarsi, mai deprimersi, i Mondiali sono una brutta bestia.
Anche se vedere una squadra come l'Olanda con gente in difesa del 92, del 91, del 93 e dell'89 è davvero bello.
Ed è ancora più bello vedere una numerazione dall'1 all'11, chiara testimonianza di quanto ha le idee chiare Van Gaal.
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Mi spiace dirlo ora, sembra facile, ma chi mi conosce sa benissimo che considero da almeno 10 anni Tim
Cahill il più forte colpitore di testa al Mondo.
Sì, ripeto, al Mondo. O almeno il più forte che io abbia mai visto.
Questo autentico fuoriclasse del calcio, uno che ha fatto quasi 60 goal in Premier League giocando un pò in tutti i ruoli è alto solo 1 metro e 78, una misura ridicola nel calcio di oggi.
Ma nessuno ha il suo tempo, nessuno il suo stacco, nessuno la sua precisione nel colpire la palla di testa.
Sarebbe stato bellissimo scrivere queste cose ieri e non ora, ma tanto non è una gara a chi ce l'ha più lungo.
Cahill è ed è stato un fuoriclasse.
E il miglior esponente che io abbia mai visto in un particolare aspetto tecnico, per questo non lo dimenticherò mai.
Tim Cahill, l'Uomo con le Molle.
E una delle prime bellissime storie di questo Mondiale.
Insieme a quella dell'Australia, la sua squadra, probabilmente sotto l'aspetto tecnico la peggiore del Mondiale. Ma quando si gioca col cuore, con l'entusiasmo e con un minimo di organizzazione nel calcio puoi tentare qualsiasi impresa.
E quasi c'è riuscita stasera.
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Oggi si prospettano tre partite molto meno avvincenti.
La Grecia dei soliti nomi (ancora Gekas e Salpingidis davanti) che difende e basta affronta la possibile sorpresa Colombia; l'Uruguay che fino all'attacco sembra una Grecia sudamericana (ma che attacco però...) contro il piccolo Costa Rica che ha un grande portiere e due punte che ogni tanto ti possono rubare l'occhio come Campbell e Ruiz.

E poi noi.
Già noi.
Si parte.

13/06/14

Diario Mondiale - 3 - Quella drammatica sensazione...

Purtroppo lo sapevamo, inutile fare finta di niente.
Questo in 20 Mondiali è probabilmente quello in cui la squadra di casa ha più pressione addosso, roba da, e non scherzo, rischio di omicidi-suicidi multipli in caso di fallimento della Selecao.
Ma la pressione non ce l'hanno addosso solo i giocatori carioca (e stasera s'è visto con 8 giocatori su 11-tolti Marcelo, Oscar e Neymar- con le gambe completamente legate) ma tutti, tutti.
Ce l'hanno gli avversari che se da un lato sono esaltati di poter fare l'impresa contro il Brasile dall'altro sono tremendamente impauriti dal "contesto".
Ce l'hanno i giornalisti e gli addetti ai lavori che mai come in questa edizione faranno le bandierine quali sono, passando dall'esaltazione per una nazionale francamente mediocre (nel senso letterale del termine, non denigrativo) alla sua distruzione in caso di flop.
Ma anche, e soprattutto, gli arbitri.
Quello di stasera, giapponese, ha arbitrato una partita praticamente perfetta, un solo errore.
Ma nel calcio basta una, una sola decisione al momento giusto e puoi falsare completamente l'incontro.
Il rigore di Fred non sta in nessuna galassia tranne in quella del condizionamento ambientale o, dirò di più, della letterale paura di non darlo, con il rischio concreto di una lapidazione da parte di un popolo.
Sto esagerando lo so, ma sarà impossibile arbitrare il Brasile, mai come in questa edizione.
Che poi diciamocelo, sul campo la Selecao poteva anche meritare di vincere, le occasioni più grandi sono state le sue, il pallino ce l'ha quasi sempre avuto lui, Julio Cesar non ha toccato palla a parte una parata abbastanza in controllo su un tiro da fuori di Rakitic e quella su Perisic appena prima del sigillo di Oscar. Una partita discreta da 1 x 2 senza tanti giri di parole.
Peccato perchè stavo sognando che il Calcio (come è considerato da sempre il Brasile) fosse battuto dal Calcio in quanto tale.
Vedere infatti una nazionale senza alcun incontrista era una cosa che non mi era mai capitata, nemmeno il Brasile riesce a rinunciarci.
Modric (divino), Rakitic, Kovacic (pessimo) Olic, Perisic e una punta, più due terzini di spinta.
Sarebbe stato un Maracanazo tecnico, "giocato", altrochè.
Invece basterà cadere al momento giusto e vedrete che questo Mondiale per il Brasile potrà davvero essere vincente.
Ma molto difficilmente, se così sarà, premierà la squadra più forte.
Sono già agli ottavi, sicuro.
Ma questi hanno una paura tremenda. E se andranno sotto di nuovo continuate a puntarli, a cercare di segnare di nuovo. Non difendete mai il risultato. Perchè nessun arbitro, in buonafede che sia, potrà resistere a lungo dal non "sbagliare" anche solo una volta.

11/06/14

Diario Mondiale - 2 - 10 nomi poco conosciuti da seguire (parte 2)

ANTOINE GRIEZMANN (Francia)
Quando lo vidi la prima volta 3 anni fa alla Real Sociedad mi rimase subito impresso ma più che per le sue qualità tecniche per il fatto che vedere un 19enne francese giocare in Spagna era davvero particolare, gli stessi telecronisti a volte lo pronunciavano alla spagnola. Poi piano piano sto ragazzo veniva sempre più fuori fino all'esplosione devastante di quest'anno. Ora non vorrei sbagliarmi ma credo che Griezmann sia il capocannoniere della Liga tolti tutti i galattici delle squadre di Madrid e del Barcellona. Esterno velocissimo, tecnico, quasi immarcabile a volte, Antoine con il suo compagno d'attacco, il messicano Carlos Vela (altro grandissimo calciatore che per ragioni sconosciute ha rinunciato ai Mondiali) questi due anni hanno fatto davvero divertire (e portato la Real in Champions....). Lui è più un esterno, un'ala, ma su un tridente può dare il meglio di sè, una seconda punta da prendere ad occhi chiusi. Farà i suoi minuti al mondiale, specie dopo l'abbandono di Ribery.

JOSIP DRMIC (Svizzera)
Ohh, ci siete??? Io davvero non capisco come sto calciatore non sia nella bocca di nessuno, nessuno ne parli, pochissimi lo conoscano. Eppure i suoi goal in Bundes parlano chiaro, ma non tanto nei numeri ( comunque notevoli ) ma per la qualità. Punta ambidestra che può ricoprire anche altri ruoli Drmic ha una capacità tecnica nella finalizzazione fuori dal comune, portieri scartati, tocchi sotto, appoggi chirurgici, goal dopo cavalcate in velocità, insomma uno che sta venendo fuori davvero di prepotenza. La Svizzera davanti è debolina, può e deve trovare posto.

JULIAN DRAXLER (Germania)
La Germania, lo sappiamo, ha una generazione di giovani impressionante. Ma non sono solo forti, sono già affermati, campioni. L'infortunio di Reus (del quale parlai tantissimo tempo fa già qui) è una bella mazzata però.
Ma tra tutti i giovani forse il meno conosciuto è questo strepitoso talento ventenne dello Schalke. Me lo ricordo sfidare l'Inter a nemmeno 18 anni. Questo è classe pura, altissimo, magrissimo, con due piedi baciati dalla grazia, una visione di gioco impressionante, una finta lentezza che lo può far partire anche in dribbling in progressione (Kaka?) . Io spenderei miliardi per uno così, può diventar tutto.

ADNAN JANUZAJ (Belgio)
Altra nazionale fucina impressionante di talenti (Defour, Witsel, Fellaini, Mertens, Lukaku, Dembelè, Hazard, Mirallas, De Bruyne, tutti giovani e forti praticamente, e manca pure Benteke...),  grandi giocatori o campioni praticamente già conclamati (Hazard).
Ma questo 19enne mezzo kosovaro è l'unico vero e potenziale fuoriclasse.
Un debutto nel Manchester da favola con 2 goal, il ritrovarsi quasi leader a 18 anni in una squadra e in una terra straniera, lo scoprirsi già devastante dopo 10 partite di Premier, insomma, un predestinato. Velocissimo, arriva sempre prima degli avversari sul pallone con quei dribbling che uniscono velocità e tecnica, personalità, capacità di giocare per la squadra o tentare le giocate personali. Una delle future stelle del calcio mondiale, non può non esser così.

SOFIANE FEGHOULI (Algeria)
Ogni volta che vedevo una partita del Valencia il migliore in campo era lui. Ma non solo della sua squadra, della partita proprio, qualsiasi squadra avesse davanti. Giocatore di devastante personalità, carisma, generosità, impegno, una di quelle mezz'ali che è dapertutto, che sgobba e dà qualità, che aiuta dietro e crea grossi problemi davanti. Sa far tutto questo algerino e tutto molto bene. L'ho visto ridicolizzare il Barcellona ad esempio. Leader nato, è capace di giocare in ogni ruolo dal centrocampo in su, punta centrale esclusa. Sarà l'anima di questa strana nazionale nordafricana, me lo sento.


10/06/14

Diario Mondiale - 1 - 10 nomi poco conosciuti da seguire (parte 1)

Intanto una premessa.
Come accade per il cinema anche nello sport tutto quello che scrivo è AL 100% opinione personale frutto di mia conoscenza (o non conoscenza), di mie impressioni e di mie ricerche indipendenti dai blog.
Non prendo informazioni nè voglio darle, per quello c'è wikipedia.
Come nel cinema.
Ho queste passioni e le condivido mettendoci dentro solo quello che so, quello che provo e quello che penso.
O.k.

Volevo presentarvi 10 nomi di giocatori non ancora conosciutissimi dalla massa ma che a mio parere hanno le carte in regola per affermarsi, se non al Mondiale, comunque a brevissimo.


1 ERIC CHOUPO-MOTING (Camerun)
Ecco, quella di Eric è una storia vista e rivista. Premessa straordinaria a 20 anni (ricordo il braccio di ferro tra Camerun e Germania per farselo proprio) poi il ragazzo non è mai riuscito a venir fuori, probabilmente a causa di una debolezza caratteriale sia in campo che fuori (e che il viso dimostra tutta). Adesso, finalmente, a 25 anni sembra tornato quello che poteva essere, ossia un giocatore che abbina corsa, eleganza, fisico e tecnica in una maniera potenzialmente esplosiva. E quest'anno nel Mainz dei miracoli (occhio anche ad Okazaki) si è riscoperto pure capace di andare in goal facilmente. Attaccante perlopiù esterno è uno di quei giocatori che ti ruba l'occhio per la classe e la velocità che riesce ad esprimere. Sugli spazi è una goduria vederlo.



2 DALEY BLIND (Olanda)
Non so se giocherà (m in realtà non sono sicuro della gran parte di questi giocatori che presento).
Un predestinato, figlio del grandissimo centrale difensivo ajacide Danny, Daley è un terzino sinistro di una classe e leggerezza unici, uno di quelli che sembra scivolare sulla fascia senza fatica e con un piede sinistro di una morbidezza tale che ne avrebbe fatto la mezzapunta in almeno 10 nazionali al Mondiale. Terzino di un'eleganza pazzesca, Daley ogni anno sta crescendo sempre di più, credo che sia ora di venire nell'Europa che conta.

3 CAROLS BACCA (Colombia)
Sì, lo so, ha ormai 28 anni ma non si può lasciar fuori uno dei calciatori più caldi del momento.
Arriva al Mondiale lanciatissimo, capocannoniere in patria e in Belgio e autore di una grandissima seconda parte di stagione nel Siviglia campione di Europa League (a proposito, attenzione anche al croato Rakitic...). Prima punta che sa anche allargarsi, attaccante completo che può sia esser lanciato negli spazi che dire la sua in area, Bacca è in un momento di forma così straordinario negli ultimi 4-5 anni che può essere il puntero di una nazionale che promette davvero di sorprendere.

4 WILFRED BONY (Costa D'Avorio)
Lo inserisco per lo stesso motivo che ho messo Bacca, ossia perchè questo è uno degli attaccanti più "caldi" del calcio europeo, uno di quelli più in crescita. Ottimo in Repubblica Ceca con lo Sparta, devastante in Olanda con il Vitesse (se non sbaglio l'anno scorso rubò il titolo di capocannoniere al nostro Pellè), Bony arriva in Inghilterra e fa una stagione pazzesca con lo Swansea, anche lui, come Bacca, soprattutto nella seconda parte dell'anno. L'ho visto segnare al Manchester, al Liverpool, a chiunque. Questo è uno che con lo Swansea non c'entra nulla. Il Mondiale probabilmente lo porterà ad una grande.

5 ROSS BARKLEY (Inghilterra)
Ecco, questo ce lo troveremo davanti subito, anche se difficilmente scenderà in campo. Stiamo parlando di un predestinato. Quest'anno ho visto almeno una decina di intere partite dell'Everton e sto ragazzo mi ha rubato letteralmente gli occhi. Classe 93, grandissima tecnica in un fisico da corazziere, tiro potente o a parabola, capacità di giocare anche come regista, insomma, un giocatore completo e una sicura futura stella. E l'Inghilterra a giovani sta benissimo con lui, Chamberlein, Henderson, Sterling, Shaw, Wilshere e Sturridge. Tra due anni all'Europeo saranno tra i due/tre favoriti.

Riparte il blog. Avete voglia di parlare di Mondiale?

Dopo due anni e mezzo provo a far ripartire questo piccolo blog di calcio.
Anche perchè l'ultimo post era un'esaltazione a un giocatore che poi in Italia ha fatto praticamente un disastro.
Ma che adesso è comunque al Mondiale e guiderà l'attacco di una nazionale, come quella cilena, molto molto interessante.
Più che altro riapro il blog per avere uno spazio, un diario personale, che mi accompagni durante il viaggio mondiale.
Probabilmente poi il blog tornerà nel suo coma ma per adesso mi piace immaginare che si sia risvegliato e stia vivo per un mesetto.
Poi non si sa mai eh, magari andrò avanti, magari lo interromperò anche prima della fine dei Mondiali, dipende anche se qualche amico parteciperà e renderà tutto più divertente.
Questi anni mi sono allontanato un pò dal calcio ma volente o nolente ha sempre una parte importantissima nella mia vita.
Come tutto lo Sport.
Sport e Cinema, adesso che la Letteratura sembra un pò essersi allontanata da me, sono tutte le passioni che mi rimangono.
E che mi fanno sempre star bene, come una passione deve fare.
Ci proviamo,si comincia.

15/12/11

Sull' Universidad de Chile e su Eduardo Vargas

Un pò di tempo fa mi era capitato di vedere una partita della Copa Sudamericana ed essermi innamorato di un giocatore, tanto brutto quanto forte, El Pirata Hernan Barcos. Gli dedicai un post, eravamo ancora soltanto agli ottavi di finale. Beh, la Liga de Quito è poi arrivata in finale (perdendola) e Barcos si è laureato vicecapocannoniere.
A vincere la Copa è stata la meravigliosa Universidad de Chile, una delle più forti squadre sudamericane che abbia mai visto. Non è un caso che tale squadra non perda da mesi, che stia letteralmente dominando qualsiasi manifestazione prenda parte, che anche in finale abbia massacrato ( 1-0 fuori casa, 3-0 ieri tra le mura amiche) un'altra compagine di tutto rispetto come la Liga.
Quello che sorprende è la velocità e la tecnica che l'Universidad riesce a mettere in campo.
Caratteristiche riscontrabili in quello che è assolutamente il gioiello della squadra, Eduardo Vargas.
Classe '89, se uno -come me- si limitasse a giudicarlo solo per le due partite di finale non potrebbe non credere di trovarsi davanti ad un autentico fuoriclasse. Rapido nei movimenti, velocissimo in campo aperto, capace di giocare di prima (come quasi tutto il resto della squadra), tiro potentissimo, senso del goal, carattere, insomma, un attaccante completo. Sembra un Lavezzi (cui somiglia anche di viso) più concreto e più "giocatore, nel senso che dialoga molto più con la squadra e si lancia meno in iniziative personali, uno Zarate con la "garra", anche se forse per completezza il giocatore che ricorda di più potrebbe esser Alexis Sanchez.
Il 3° goal di ieri (quasi alle 3 di notte...) vale da solo come biglietto da visita.
Straordinari anche l'altra punta Canales, i centrocampisti Aranguiz e Marcelo Diaz e il difensore Marcos Gonzalez. Quello che sorprende è che tutti e 11 i giocatori dell' Universidad siano dotatissimi sotto il profilo del palleggio, chiaramente ispirati dal Barca.
Ormai da almeno un quinquiennio (da Sanchez, Isla, Vidal in poi) il Cile si sta dimostrando come la più grande fucina di talenti al mondo.
Vargas ha il futuro assicurato,chi prima arriva prima gode.


10/11/11

Stelle cadette: Punte di diamante

C'è poco da fare, la quantità di talento ce sta mettendo in luce il campionato di Serie B di quest'anno non si era mai visto prima. Torniamo un attimo nel reparto avanzato. Dopo aver parlato dei due autentici giovani fuoriclasse della categoria, Boakye ed Insigne, poniamo l'attenzione su due nomi molto meno conosciuti ma interessantissimi.

Ragusa tutto era fuorchè uno dei possibili attaccanti titolari della Reggina. Bonazzoli e Ceravolo come "stelle" della squadra, Campagnacci che comincia il campionato in maniera incredibile e la probabile definitiva esplosione di Alessio Viola relegavano almeno sulla carta il giovane siciliano come 4°, 5° scelta. Poi un pò per necessità e un pò per caso Ragusa comincia a mettere piede in campo. Risultato? 6 goal (spesso decisivi) in poco più di 400 minuti giocati, un goal ogni 70 minuti. Che poi lui i goal nemmeno dovrebbe segnarne molti. Attaccante preferibilmente esterno, dotato di corsa e tecnica, elegante nelle movenze e capace di inserirsi negli spazi, Ragusa è una di quelle giovani punte che ancora deve capire perfettamente cosa farà da grande. Può ricordare un Ghezzal, un Martinez, uno Sculli in quel suo barcamenarsi tra l'attacco e il centrocampo, insomma un jolly del reparto avanzato che però, a differenza dei nomi sopracitati, potrà probabilmente diventare un attaccante di professione. Molto dipenderà anche dagli allenatori e dalle squadre che troverà sul suo cammino. Il cartellino è del Genoa, vedremo.

De Luca è un autentico pallino di chi scrive. Questa è una punta da manuale signori. Di De Luca non deve interessare quanto è veloce, quanto ci sa fare coi piedi o chissache, De Luca è nato per far goal, lo si capisce dopo mezz'ora che lo si è visto. Rapidissimo, istintivo, furbo, freddo sotto porta, tutte qualità che rimandano inevitabilmente a Pippo Inzaghi. C'è un lancio in profondità che supera il difensore? C'è senz'altro De Luca dietro. C'è un cross sporco in area? La palla al 90% finirà a De Luca. Attenzione però, non è solo uno che coglie l'attimo, De Luca può anche prendere palla, dribblare il difensore e segnare (Inzaghi no) oppure trovarsi da solo davanti al portiere, superarlo con glaciale freddezza e appoggiare dentro. Vista la fine che sta facendo Marilungo (che a me ricorda molto) stiamo con i piedi per terra, ma questo ragazzo, capace di segnare caterve di goal nelle giovanili, è un prospetto interessantissimo. E non credo che possa restare al Varese più di un anno...

04/11/11

Stelle cadette: l'Oro in porta

Come ho già detto in un precedente post, mai come quest'anno in Serie B sembra esserci la tendenza di puntare sui giovani. Ogni squadra, alcune come Brescia e Gubbio in modo massiccio, sta puntando su un numero sempre crescente di giovani speranze, alcune delle quali vere e proprie scommesse senza alcuna esperienza professionistica. Quello che sorprende è il fatto che si riescano a trovare teenager anche in un ruolo delicato come quello del portiere. Parliamo ad esempio di Perin, Donnarumma e Leali.

Perin, classe '92, non può essere un portiere o almeno questa è la prima inevitabile impressione che suscita. Fisico normalissimo, non alto, magro, sembra un ragazzino preso sugli spalti e buttato in campo. Credo che possa essere senz'altro il portiere più leggero tra serie A e B messe insieme. Debutta l'anno scorso nell'ultima giornata di campionato col Genoa (benissimo) e viene poi mandato a far le ossa (e speriamo un pò di ciccia) col Padova nella serie cadetta. Ovviamente agilissimo, grande coraggio e un'istinto nelle parate incredibile. Ripeto, sembra un ragazzino coraggioso che gioca coi grandi. Ma intanto rischia di rubare il posto a Pelizzoli...

Donnarumma è il più vecchio dei 3, classe '90. Messo vicino a Perin si rischia di replicare la locandina de I Gemelli con De Vito e Schwarzy. Il portierone del Gubbio sfiora infatti i 2 metri, ha un fisico bestiale e un futuro (quasi) già scritto al Milan. Prima di approdare in Umbria infatti gioca per anni nelle giovanili rossonere fino alla Primavera. Se conferma quello che di buono ha fatto vedere in questo primo scorcio di campionato, è molto probabile che torni alla base. E' anche vero che il Gubbio è stato così inizialmente bersagliato dagli avversari che fare bella figura per il portiere non è difficile. Donnarumma però sembra essere davvero forte, se non sarà Milan credo che qualcuno all'estero non se lo lascerà scappare...

Leali è il fenomeno del gruppo. Stiamo parlando di un portiere che malgrado abbia soltanto 18 anni (classe '93!!!) è già da parecchio tempo sulla bocca di tutti. Tecnica straordinaria, personalità, molto alto ma con un fisico probabilmente ancora da strutturare, Leali è quasi unanimamente riconosciuto come il nuovo Buffon. Se riuscirà a reggere la pressione e crescere con calma è quasi inevitabile per lui una carriera incredibile. Intanto col Brescia non se la sta passando troppo bene, la squadra ha troppa poca esperienza e dopo un grande inizio sta quasi affondando. Poco male per lui perchè il suo futuro è comunque lontano dalle rondinelle, molto lontano.